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Opzioni di apprendimento forti.

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Inoltre alla data di riferimento i corsi di diploma universitario erano stati appena avviati. Comunque sia, i nostri tassi di accesso rimangono inferiori alla media oecd, mentre quelli giapponesi sono superiori.

Но еще более страшной ей показалась другая фигура, прятавшаяся в тени, где-то в середине длинной лестницы. Ошибиться было невозможно. Это мощное тело принадлежало Грегу Хейлу.

Le oltre istituzioni universitarie giapponesi sono classificate lungo una gerarchia basata sulla difficoltà degli esami di accesso. Seguono altre università pubbliche, di status inferiore, ma comunque superiore alla maggioranza delle private. Alcune università private sono per contro classificate sullo stesso livello delle statali, mentre la gran parte delle istituzioni private stanno nella parte bassa della graduatoria.

Le istituzioni di istruzione superiore di tipo non universitario di solito offrono corsi biennali in come puoi guadagnare velocemente ventaglio limitato di materie, sono considerate a un livello inferiore rispetto ai corsi quadriennali, sono private e sono frequentate prevalentemente da donne.

Tre su quattro sono mono-facoltà e offrono diplomi in campi non professionalizzanti quali letteratura inglese, musica, economia domestica.

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Qualcosa di molto diverso accade nelle università giapponesi, in cui la competizione per entrare è fortissima. A questo proposito occorre ricordare che i principali laboratori di ricerca non sono nelle università ma nelle aziende e che per ogni studente europeo postgraduate o ricercatore presente in Giappone vi sono sette studenti o ricercatori giapponesi in Europa.

Più o meno lo stesso rapporto vale per gli scambi con gli Stati Uniti. Nel prossimo punto vediamo qualche esempio. Pensiamo per esempio alla famiglia.

Nel nostro paese la maggior parte delle famiglie — anche quelle di ceto medio colto — tende a delegare in toto alla scuola istruzione ed educazione. Ci si aspettava che la scuola riducesse la disuguaglianza e — specie a sinistra — si era restii ad offrire ai figli quel supporto che poteva tradursi in un vantaggio scolastico competitivo. Il minor coinvolgimento della donna giapponese sul mercato del lavoro lascia più tempo per occuparsi della scuola dei figli, ma anche altri fattori giocano un ruolo opzioni di apprendimento forti.

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Per esempio gli scolari figli di genitori separati o in famiglie monoparentali sono una piccolissima minoranza, le famiglie povere sono pressoché inesistenti, la dotazione culturale dei genitori è nella larghissima maggioranza dei casi medio-alta. La microcriminalità è pressoché inesistente, come pure il consumo di droga. Al limite non importa quello che si sa, basta avere il diploma o la laurea. In sostanza un allievo molto brillante, che studia per affermarsi individualmente in una prospettiva accentuatamente strumentale viene opzioni di apprendimento forti visto dalla maggior parte degli italiani, anche se non necessariamente dai suoi insegnanti.

Se quelli che non hanno una grande intelligenza si fermano presto o continuano ma a scartamento ridotto, ebbene questo sembra essere considerato normale dalla maggior parte degli italiani. Siccome la capacità di lavorare sodo è da tutti, tutti sono incoraggiati con forza a darsi da fare e studiare intensamente. Questo atteggiamento — coniugato con altre caratteristiche della scuola giapponese — sembra avere un potente effetto di motivazione allo studio e alla frequenza.

I giapponesi devono imparare, e continuare a imparare, perché se non lo facessero le conseguenze in termini di esclusione, da parte della collettività scolastica prima e da parte dei colleghi di lavoro poi, non tarderebbero a venire. Sarebbe interessante saperne di più su come i diversi strati sociali vedono gli esami, il grado di equità, la possibilità di superarli in modo non proprio universalistico, insomma quanto si fidano di questo metodo per filtrare le persone.

Li criticano, li odiano, li seguono da vicino, ne discutono in continuazione ma alla fine li opzioni di apprendimento forti per la semplice ragione che ritengono non si siano trovati criteri più universalistici di quelli degli esami di ammissione. Gli esami di ammissione alle scuole secondarie superiori e alle università hanno numerosi aspetti negativi.

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Non è difficile essere contro quello che si presenta opzioni di apprendimento forti un ingozzamento mnemonico di nozioni spesso attuato sotto la direzione di costosi precettori. Forse ancora più importante, il sistema degli esami costringe gli studenti a misurarsi con fatti e idee, li costringe a impegnarsi a fondo sul fronte della concentrazione e della precisione, definendo implicitamente standard elevati di rendimento intellettuale.

La formazione sul lavoro 34La formazione professionale in Italia è vista prevalentemente in una prospettiva del tipo off the job. Sia quella che riguarda i giovani adolescenti negli istituti e nei centri professionali, sia quella dei lavoratori avviene spesso in luoghi distanti dal reparto o dalla linea, anche se entro i confini della fabbrica.

Fanno naturalmente eccezione gli interventi opzioni di apprendimento forti addestramento iniziale, che non vengono qui considerati. La retorica delle relazioni industriali — spesso richiamata con enfasi anche dai dirigenti sindacali e dagli imprenditori — sottolinea spesso il ruolo della formazione dei lavoratori, ma la spesa per la formazione è la prima ad essere tagliata quando occorre ridurre i costi.

In Italia i salari sono commisurati alle qualifiche e alle mansioni; pertanto il lavoratore tende a chiedersi quale convenienza abbia a continuare a imparare e cercare di lavorare meglio se è assai improbabile che questo sforzo gli venga riconosciuto in termini di qualifiche e di salario. Quando si parla della formazione professionale in Giappone la si etichetta con la formula training on the job per sottolineare che essa avviene in grandissima parte sui luoghi di lavoro.

La ritrosia delle imprese ad accollarsi i tempi e i costi della formazione dipende sovente da una concezione ingenua sul ruolo della scuola: è difficile apprendere certe nozioni e alcuni saper-fare sui libri o sui banchi di scuola. Il ragionamento è abbastanza chiaro: la professionalità è necessaria, deve essere sviluppata, dunque deve essere incentivata con opportuno riconoscimento in termini di salario.

Questa è probabilmente la ragione principale per cui i giapponesi continuano ad imparare ben oltre il punto in cui i lavoratori di altri paesi hanno interrotto il loro percorso di apprendimento.

In un sistema come quello giapponese la vita attiva offre e richiede occasioni di apprendimento nelle quali si mettono a frutto attitudini — come quella di lavorare in gruppo — apprese e sviluppate sui banchi di scuola. Se la remunerazione è probabilmente la motivazione più importante, le occasioni sono numerose; vediamo le più importanti, mostrando come siano viste sotto una luce diversa nel nostro paese.

Prendiamo ad esempio il circuito delle informazioni. Mentre nel nostro paese i problemi che sorgono a livello di reparto di produzione sono trattati dai capi e dagli addetti alla manutenzione, in Giappone i lavoratori sulla linea sono chiamati a stilare brevi rapporti sui problemi che hanno incontrato, specificando come vi hanno fatto fronte. Appare di nuovo lo scambio di informazioni e una crescente consapevolezza di conoscenze specifiche e generali.

È interessante osservare che i partecipanti ai circoli di qualità in Giappone ricorrono alle opzioni di apprendimento forti tecniche delle librerie per avere supporti che li possono aiutare nella soluzione dei problemi oggetto di analisi. In Italia non è raro incontrare chi è geloso della propria professionalità e tende a tenere per se quanto sa, preoccupato del rischio che quello a cui insegna lo possa sopravanzare nei ruoli o nella gerarchia.

I capi ovviamente possono insegnare ai loro sottoposti, ma se non lo fanno non patiscono conseguenze. In Giappone chi è chiamato a trasferire professionalità ha buone motivazioni per farlo.

Il fattore principale che spinge a insegnare e ad addestrare sta nel fatto che il modo in cui un capo forma quelli che sono sotto di lui costituisce uno dei criteri con cui sarà valutato, uno degli elementi presi in considerazione al momento di conferire una promozione. È improbabile che una popolazione sottoistruita, con una presenza ancora rilevante di analfabeti, anche se perlopiù anziani, faccia proprie e sfrutti prontamente opportunità di formazione e di apprendimento.

Né le imprese opzioni di apprendimento forti gli opzioni di apprendimento forti sembrano in linea di massima disposti a riconoscere su larga scala gli sforzi di qualificazione che i loro dipendenti potrebbero fare per ampliare — a loro spese e fuori dal lavoro — le proprie professionalità e competenze. Insomma, nonostante si abbia notizia di lodevoli iniziative in questo campo promosse per lo più da enti pubblici, il lifelong learning LL nel nostro paese rimane ancora più un titolo di convegni per pedagogisti che non una pratica diffusa.

Sebbene queste attività siano per lo più nel campo della cultura e dello sport e siano considerate per lo più come consumo, non sono intese dai Giapponesi come attività di intrattenimento o comunque dei passatempi.

Si tratta delle opportunità di apprendimento offerte, in prospettiva di LL, agli adulti da istituzioni educative formali come le università e i college biennali, per lo più a livello post laurea. È considerata prevalentemente investimento e gli esempi più comuni sono: corsi serali e part-time, corsi offerti da istituzioni tipo open university, corsi in materie tecniche offerti da università private.

Non è difficile cogliere la differenza rispetto al profilo — per la verità in fieri — della concezione del LL prevalente nel nostro paese.

In Italia il LL viene anzitutto inteso come un insieme di opportunità di apprendimento per la più larga quota di cittadini presupponendo che più la persona sa, meglio farà fronte alle attese di ruolo legate alle diverse situazioni della vita. Nel paragrafo di apertura ho sottolineato che non intendevo stilare graduatorie o assegnare premi. È chiaro che entrambi i sistemi hanno pregi e difetti, vantaggi e svantaggi, punti forti e punti deboli.

Molta ricerca andrebbe fatta sia per approfondire gli effetti sociali del funzionamento dei diversi segmenti di ciascun sistema per esempio gli effetti sulle varie forme di disuguaglianza, prima di tutte quella di genere sia per capire come la società sostiene, avalla, sfrutta i diversi segmenti del sistema, riproducendoli continuamente, anche se in forma via via modificata.

Si dirà che questo è un tratto comune a gran parte dei sistemi formativi. Esso sembra in questi due paesi più forte che altrove. Non dispongo di dati per avallare questa affermazione: la avanzo come una ipotesi da controllare.

Marcel Proust Introduzione Ho scelto queste parole di Proust per iniziare perché mi sembra che colgano il senso profondo di questo mio contributo: non tanto la scoperta di nuovi territori, quanto piuttosto lo sforzo di rivedere quanto facciamo quotidianamente in un'ottica di rinnovamento, qual è quella imposta dagli auspicati progetti di riforma della nostra scuola.

Come misurare questa differenza? Che metro usare? Siamo già drammaticamente in ritardo nella comprensione di quella parte del mondo. Per conoscere in modo approfondito il Giappone e le sue istituzioni occorre molto tempo, forse molto più di quanto siamo disposti a mettere in conto secondo il nostro metro occidentale.

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Ci vuole molta pazienza per far scucire ai giapponesi il loro punto di vista. Non è che siano taciturni, anzi spesso sono dei compagnoni allegrotti. Se poi si occupano di scuola possono anche essere molto radicali nella critica del loro sistema: ma deve passare molto tempo prima che si azzardino a dirvi come la pensano.

E anche a loro — come alla gran parte degli occidentali — manca una familiarità sufficiente con altri sistemi scolastici, sicché sono esposti anche loro al rischio di cadere nella trappola di leggere la propria realtà solo con i propri occhi. Letture di riferimento 56Le informazioni e le idee presentate in queste note sono state riprese liberamente da diversi libri e articoli. Il volume più importante da cui consiglierei di partire nel caso si volessero approfondire i temi qui trattati è il seguente: Rohlen, Thomas P.

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Kumon e H. Rosovsky, Stanford University Press, per mettere a fuoco, trovare conferme e sconferme. Dore trad.